Basta un caffè per essere felici

Basta un caffè per essere felici | Toshikazu Kawaguchi

Basta un caffè per essere felici

Tutto inizia e finisce con un caffé

Un italiano che si rispetti non considera iniziata la giornata fin quando non beve il primo caffè. Ebbene, a quanto pare anche in Giappone questa bevanda è molto amata.
In un piccolo paese del Giappone c’è una caffetteria, dalla quale si diffonde un delizioso aroma di caffè.

Chi entra in questo piccolo angolo di Paradiso viene letteralmente sedotto dalla sua atmosfera magica e non può fare altro che appoggiare le labbra sul bordo della sua tazzina e sorseggiarne il caffè. Ed ecco che accade l’inimmaginabile.

Si torna infatti a vivere di nuovo l’esatto istante in cui ci si è trovati a prendere una decisione sbagliata.

Chi di noi in passato non ha fatto almeno una scelta che con senno di poi non rifarebbe? Per vivere questo magico viaggio nel passato però è necessario, dopo essersi messi comodi, bere il caffè finché è caldo.

Ogni avventore ha la sua storia, il suo passato, la sua decisione sbagliata, quella che forse ha cambiato per sempre la sua vita:

  • Gotaro ad esempio non è mai riuscito ad aprirsi con la ragazza che ha cresciuto come una figlia.
  • Katsuki ha tenuto nel cuore un doloroso segreto per non far soffrire la fidanzata.
  • Yukio ha un enorme rammarico, che per il propri egoistici desideri ha abbandonato la madre quando questa aveva più bisogno di lui.
  • Kiyoshi invece non ha detto addio alla moglie come avrebbe voluto.

Le vite di questi ed altri personaggi si intrecciano sullo sfondo della caffetteria, unite da una tazzina da caffè, ma sole con i propri scheletri e con un passato doloroso da affrontare.

Comune a tutti è il rimorso per una scelta sbagliata, il passato amaro che un caffè in qualche modo addolcirà con il suo sapore ed il suo aroma intenso.

Tutti loro hanno qualcosa in sospeso, ma è facile, in quella magica caffetteria, rendersi conto che per ritrovare la felicità perduta è sufficiente perdonare sé stessi, pur facendo i conti con il proprio passato. Perché tutti possono sbagliare, e tutti noi abbiamo dei rimpianti, ma non si può lasciare che il passato uccida il nostro presente ed il nostro futuro.

Toshikazu Kawaguchi, con il suo romanzo d’esordio, è diventato un fenomeno internazionale. Finché il caffè è caldo ha infatti venduto oltre un milione di copie in Giappone e anche negli altri Paesi in cui è stato pubblicato ha ottenuto moltissimi consensi.

Non poteva dunque dimenticare la sua meravigliosa caffetteria e ha deciso di raccontare altre storie, di presentarci altri personaggi che hanno dovuto confrontarsi con un passato pieno di dolore. E’ giusto concedersi una seconda possibilità per essere felici e a volte basta solo un caffè per offrire a sé stessi un nuovo inizio.

Il cuore di questo romanzo, come del suo predecessore Finché il caffè è caldo, non è la magia, per quanto sia grazie ad essa che i personaggi riescono ad uscire dal passato per vivere il proprio presente e sognare un futuro felice.

Il vero protagonista del romanzo è l’animo umano, le relazioni che nascono e muoiono, i legami che si creano e che si spezzano, legami importanti che spesso si dimenticano e non si valorizzano.

Leggero e semplice come molti romanzi giapponesi, ma al tempo stesso profondo e delicato, a tratti persino ironico. In ogni personaggio il lettore trova qualcosa di sé e pertanto è impossibile non immedesimarsi, non commuoversi, di fronte alla sofferenza che ognuno di essi porta nel cuore.

Il viaggio nel tempo lungo pochi minuti non permette ai personaggi del romanzo di cambiare gli eventi ormai passati ma di modificare la propria visione della realtà e di perdonare i propri errori. Qualcuno l’ha definito una replica del primo, ed in effetti un po’ lo è. Non c’è nulla di nuovo infatti nella trama. Le vite di alcuni personaggi vengono raccontate in modo delicato e con una penna scorrevole, proprio come accade nel primo romanzo.

Forse l’autore non voleva semplicemente offrirci una replica del suo capolavoro, magari mosso dal desiderio di vendere molte copie grazie al successo del primo romanzo.
Forse invece l’autore aveva in mente un progetto giù ampio che non era stato completato con il suo primo scritto, anch’esso come questo velato di malinconia, ma già il titolo del secondo romanzo ci fa supporre che l’intento dell’autore sia quello di regalare al lettore un messaggio positivo, una luce in fondo al tunnel, un finale felice dopo tanta sofferenza.

Se hai un animo sensibile, se anche tu come i protagonisti del libro hai un passato da perdonare a te stesso, questo libro fa per te.