Storia di una ladra di libri | Markus Zusak

Storia di una ladra di libri

563 pagine

Pubblicato il 25 febbraio 2014

Casa editrice Frassinelli

 

 

 

 


Quando ho visto in libreria il libro per la prima volta, la prima cosa che ho pensato è stata “Bella copertina. Promette bene”. Mi attirava l’immagine di questa giovane ragazza con i lineamenti vagamente infantili che teneva stretto a sé un libro, quasi a volerlo proteggere, come in effetti è nella storia che ci racconta Markus Suzak. Questo bravissimo autore per ragazzi ha vinto il Margaret Edwards Award nel 2014 per i suoi contributi alla letteratura per ragazzi pubblicati negli USA e difatti “Storia di una ladra di libri” è un libro che è stato pensato per i giovani, anche se poi è stato apprezzato anche da un pubblico adulto. “Storia di una ladra di libri” è stato un bestseller internazionale pubblicato nel 2005 e tradotto in più di 30 lingue. Ha vinto premi in Australia e all’estero, è stato al primo posto su Amazon ed è stato nella lista dei libri più letti del New York Times. Prima di acquistarlo e leggerlo, ho dato un’occhiata ad un po’ di recensioni. Qualcuno lo ha definito “capace di devastarti emotivamente“. Ma veniamo alla trama, piuttosto originale.
Storia di una ladra di libri, conosciuto anche come “La ragazza che salvava i libri”, è lo struggente racconto di una bambina vissuta all’epoca della Germania nazista, attraverso la voce molto impegnata in quel periodo fatto di violenza, povertà e discriminazione: la Morte, una voce narrante decisamente originale che rende il racconto quasi grottesco. che racconta al lettore la storia di una bambina, Liesel Meminger che, nella Germania nazista del 1939, decide di salvare i libri dai roghi nazisti rubandoli. Ed ecco che i libri, come se fossero delle creature viventi, si trasformano in oggetti magici capaci di proteggere la bambina dall’orrore e dal dolore della Guerra e del nazismo. Preservando i libri, Liesel salverà sé stessa, provata prima dall’abbandono della madre e poi dalla perdita dell’amato fratellino. Liesel infatti costruisce con quei libri un forte legame che si traduce in una enorme sete di conoscenza e nel desiderio di scoprire il potere delle loro parole. Caro lettore, cara lettrice, ti assicuro che amerai tutti i personaggi di questa storia che, narrata con rara delicatezza, affronta il tema drammatico della Shoah. Il modo in cui è scritto questo piccolo capolavoro, scorrevole e mai con discese di stile, non ti consentirà di staccare gli occhi dalle sue pagine. Bellissimo ed intenso nella sua crudezza, questo libro ti emozionera’ e ti farà vibrare nel profondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il messaggio che vuole trasmetterci l’autore attraverso il libro è che la cultura può salvarci dall’oblio: la cultura è un’arma preziosa ed efficace, molto più delle armi da fuoco. La cultura è un vero e proprio antidoto contro la follia della guerra e in questo caso dei Nazisti ed è in grado di elevare i personaggi consentendo loro di ribellarsi in qualche modo a coloro che cercano di sottomettere la massa accomunati dalla sete di denaro e di potere che li porta a commettere i peggiori crimini.

C’è stato un riadattamento cinematografico di questo romanzo, ad opera di Brian Percival, il quale enfatizza l’importanza a livello didattico ed educativo dei libri, che sono molto più di semplici “oggetti”. Sono la chiave per aprire la porta del “sapere” e per difendersi dagli orrori che l’uomo è in grado di commettere. Il lungometraggio, esattamente come il libro, è ambientato nella Germania del 1939 ed ha come sfondo la Seconda Guerra Mondiale, con tutte le atrocità annesse.

Liesel che, attraverso il potere dei libri, riesce ad evadere dal periodo storico che la circonda, sopraffatto dalla Morte e dalla crudeltà di Hitler che fa bruciare milioni di libri per limitare la libertà d’espressione del popolo.

L’arte, la cultura, la bellezza che racchiudono i testi si scontrano con le brutture del mondo circostante uscendone vincitrici, attraverso la piccola protagonista della storia, Liesel (interpretata da Sophie Nélisse), che salvando i libri salva tutto ciò che essi rappresentano e coloro che come lei vogliono ribellarsi alla furia del totalitarismo nazista.

Rosa Hubermann (interpretata dalla candidata all’Oscar Emily Watson) e Hans Hubermann (interpretato dal premio Oscar Geoffrey Rush) sono la famiglia adottiva della protagonista, di sani principi e contrari alla crudeltà nazista, ed accompagnano Liesel in questo percorso di crescita.

Qualche curiosità sul film e sul libro:

  • L’attrice che interpretò la protagonista, Nélisse, essendo anche un’atleta che si stava allenando per le Olimpiadi di Rio, fu molto indecisa se accettare il ruolo ma dal momento che aveva avuto un infortunio finì per accettare la parte.
  • Le riprese principali del film si sono tenute allo Studio Babelsberg di Berlino, a Görlitz, e nella Himmel Strasse.
  • Zusak, l’autore del libro, ha detto di aver tratto l’ispirazione dalle vicende vissute dai suoi genitori, proprio nel periodo del Nazismo

  • La colonna sonora di John Williams è stata candidata ai BAFTA, ai Golden Globe e agli Oscar come Migliore colonna sonora, anche se poi non ha vinto

  • Nonostante il libro sia stato pensato per un pubblico giovane, il film, in USA, è stato vietato ai minori di 13 anni non accompagnati da un adulto a causa della presenza di immagini violente

Sempre dalla penna di Zusak sono scaturiti gli interessantissimi Io sono il messaggero e la trilogia dei Wolf Brothers, oltre al più recente Il ponte d’argilla